I pannelli solari

I pannelli solari termici permettono di riscaldare l'acqua sanitaria che viene utilizzata quotidianamente in una normale casa o appartamento evitando di usare gas o elettricità che sono
inquinanti e sempre più cari. In termini pratici sono un sostituto dello scaldabagno elettrico o della caldaia a gas per ottenere acqua calda nelle nostre case. Il vantaggio economico di questo investimento è indubbio. In Italia un impianto in base all’ubicazione della vostra casa si ammortizza nel giro di 3-8 anni e siccome la durata media è di 15-20 anni il risparmio economico che emerge dalle vostre bollette è notevole.

Tali sistemi sono normalmente composti da un pannello che assorbe l’energia solare, uno scambiatore, all’interno del quale circola un fluido che serve per trasferire il calore dal sole alla vostra acqua di casa. Lo scambiatore è composto da una serpentina all’interno della quale circola il fluido. Tale serpentina passa dal pannello al serbatoio di acqua calda così da trasportare il calore ed accumularlo nel serbatoio sotto forma di acqua calda che andrà a riscaldare la vostra casa o vi permetterà di fare una doccia calda a spese esclusivamente del sole.



Oltre ad un risparmio economico è molto importante l’impatto ambientale di questi impianti che è completamente nullo. La conseguenza più diretta è il risparmio di idrocarburi quali petrolio o gas e di energia elettrica. I benefici sono molteplici: mancata emissione di CO2, minore necessità di infrastrutture per il trasporto dell’energia da grandi distanze, mancata emissione di ossidi di zolfo, di azoto e di pm10, mancata immissione nell’ambiente di calore che contribuisce al riscaldamento globale. Una curiosità viene dal comune di Selva di Val Gardena che vanta la più elevata diffusione di pannelli solari termici in Italia. Nel territorio del comune sono installati 2000 m2 di pannelli con una media di quasi 800 m2 per mille abitanti.



Questi tipi di impianti si possono suddividere in diverse tipologie di cui non mi dilungo nella descrizione ma mi limito solo di informarvi dell’esistenza: piani vetrati e non, piani selettivi e non, sottovuoto, vetrati con aria calda, scoperti.



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Valerio Carnevali

Valerio Carnevali soluzioni informatiche

Immobiliare Rasi


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In questi periodi di risparmio energetico, diminuzione delle emissioni, contenimento dei costi e soprattutto delle bollette, si cercano in tutti i modi soluzioni per consumare meno ma non dover
abbassare i nostri standard di vita.


Molte aziende stanno studiando soluzioni moderne ed ecologiche per il riscaldamento ed attrezzature per la climatizzazione degli ambienti domestici. Uno degli ultimi ritrovati sono i quadri a parete riscaldanti, un innovativo sistema eco riscaldante che assicura grandi vantaggi economici e un efficace riscaldamento ecologico. Esistono sia nel formato quadri a parete, che come caloriferi a parete e grazie alla loro innovativa tecnologia riescono a riscaldare un appartamento consumando molto meno dei tradizionali sistemi di riscaldamento.


A breve sarà possibile utilizzarli anche come sistemi di riscaldamento a pavimento, facili da installare ed estremamente economici, sia per la posa che per la gestione. Le nuove tecnologie in materia di riscaldamento stanno trovando anche valide risposte negli impianti di riscaldamento a pavimento che sfruttano l’energia solare a costo nullo e perciò garantiscono temperature confortevoli in pieno rispetto dell’ambiente.

Esistono poi ovviamente i pannelli solari che sono spesso utilizzati negli impianti termici per la produzione di acqua calda sanitaria o per il riscaldamento domestico e sono chiamati anche collettori solari. Ne esistono di due tipi, i collettori piani, più usati e più economici che si possono usare anche se il cielo è nuvoloso, e i collettori a concentrazione, che sfruttano solo la radiazione diretta ma producono temperature più elevate. Di primaria importanza è però poter mettere a confronto il vecchio sistema caldaie/termosifoni e pannelli solari/termoconvettori e radiatori di nuova generazione. In quanto a risparmio, emerge che un impianto a pannelli radianti di nuova generazione abbatte i costi di combustibile del 50% circa, mentre accorgimenti più oculati, quale il solo utilizzo nelle zone vivibili (o zone di lavoro) possono abbattere i costi fino al 70%.

Nella scelta di collettori e di centraline solari bisogna tener conto anche di quanta energia serva per la sua produzione, in modo da scegliere quelle tecnologie a basso impatto ambientale ed energetico. Un modulo standard da due metri per uno consente il riscaldamento di un ambiente interno di circa 30 metri quadri di superficie. Per riscaldare superfici superiori è comunque possibile installare più moduli con eventuale pompa a vuoto.

Altra soluzione, specialmente nei luoghi isolati, è utilizzare le caldaie a legna, a pellets o a mais, che hanno raggiunto un livello abbastanza elevato di efficienza e affidabilità, ed inoltre non producono fumi tossici, dato che bruciano solo combustibili naturali. Il riscaldamento infrarossi è inoltre un nuovo sistema che permette di scaldare senza disperdere il calore.

I normali caloriferi scaldano l'aria, e questa scalda l'ambiente circostante, con gli infrarossi si elimina un passaggio. I raggi infrarossi, infatti, scaldano direttamente persone ed oggetti presenti
nella casa. Il riscaldamento per irraggiamento emette calore sotto forma di radiazioni infrarosse, simili al calore dei raggi del sole, producendo un comfort termico direttamente sul corpo. Il calore così prodotto è assolutamente pulito, ecologico e addirittura benefico per il corpo, riducendo notevolmente i consumi e quindi anche i costi.

Gli attuali metodi di riscaldamento, basati su fonti di energia non rinnovabili e spesso non compatibili con l’ambiente, non sono più sostenibili sul lungo periodo.

Prima o poi nelle nostre case dovremo affrontare il problema di passare ad utilizzare fonti di energia rinnovabili e che rispettino l’ambiente. Il petrolio non durerà per sempre, anzi, e anche il gas diventa sempre più caro ogni anno che passa, influenzato sia da questioni economiche che politiche. Questi sono solo alcuni dei metodi innovativi per riscaldare le nostre case, molte aziende sono alla ricerca di soluzioni sempre più efficienti, sempre più economiche e soprattutto nel rispetto dell’ambiente.




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A cura di Michele De Capitani
Trenet Srl – Web design posizionamento


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Capita molto frequentemente che le condizioni in cui le nostre piante da appartamento vivono non siano proprio ottimali, poiché l'ambiente in cui viviamo è spesso assai diverso da quello ideale alla vita ve­getale, in modo particolare per quanto ri­guarda l'umidità dell'aria, realizzabile sol­tanto in serra. E’ necessario tenere presenti le particolari necessità di aria, umi­dità, luce e del tipo di terreno adatto, va­riabile da pianta a pianta. Il resto di­pende dal buon senso e dall'applicazione di norme elementari che sono note a tutti, dato che raramente possiamo permetterci una serra dove spostare le piante se queste accusano dei problemi.


I luoghi in cui viviamo sono in genere troppo asciutti per le piante, specie quando vi sono impianti di riscaldamento centraliz­zato; le stufe a cherosene variano di poco l'umidità dell'aria, ma l'opposto si verifica con l'impiego di combustibili solidi o di gas, a meno che non vengano installati degli umidificatori. Il rimedio consiste nel creare un favorevole microclima attorno alle piante e il siste­ma più semplice per realizzarlo consiste nel mettere il vaso della pianta all'interno di un altro vaso più grande. Riempiamo lo spazio vuoto tra le pareti dei due recipienti con sabbia o torba in modo da tenerle costantemente umide. Siccome l'acqua evapora, la pianta viene ad essere avvolta dal pur tenue vapore che si sviluppa e le sue foglie possono usufruire di un'oasi d’aria umida, anche se tutta l'aria attorno è secca.



Nonostante queste precauzioni vi sono degli ambienti, in un appartamento, che sono proprio inadatti per le piante, come spesso succede nelle vicinanze dei radiatori dei termosifoni perché troppo caldi: altri luoghi sono inadatti perché troppo asciutti. Anche se la temperatura dell’ambiente può sembrare adatta alla pianta, una continua corrente d'aria fredda avrebbe su di
essa effetti molto dannosi; la pianta inizierebbe a perdere foglie e probabilmente mo­rirebbe, sicché è bene stare attenti al manifestarsi di tali segnali.



Poi bisogna tener presente che le piante se­guono propri cicli naturali che dipendono fondamentalmente dalle variazioni sta­gionali della temperatura, dell'intensità e della durata dell'illuminazione. È evidente che le piante d'appartamento avvertono meno di queste modificazioni, tuttavia non è raro vedere piante che crescono floride senza però fiorire a causa di
un'illuminazione troppo scarsa o troppo violenta. Bisogna dunque considerarne l’ubicazione nella casa: in primavera, la stagione di maggiore attività vegetativa, le piante aumentano le proprie richieste di tutto ciò che necessita loro per l'accrescimento tra cui, fondamen­tale, la luce. Se sono collocate in angoli bui, è meglio spostarle in modo che possano go­dere dei primi giorni di sole, ma fate atten­zione che la luce convogliata dai vetri non le danneggi: alcune specie sono infatti particolarmente sensibili, al punto da perdere la colorazione fogliare.



Durante l'inverno sono state ridotte le ferti­lizzazioni e le irrigazioni: è questo il mo­mento di riprendere a poco a poco il rit­mo normale; infatti, mentre nei mesi freddi era sufficiente innaffiare le vostre piante circa una volta ogni tre giorni, ora che esse riprendono l'attività vegetativa dovete ri­spondere alle particolari esigenze di ognu­na. Se la pianta si presenta carente d'acqua e il terreno tende ad asciugarsi velocemente, potete mettere il vaso a “bagno maria” in uno più grande riempito d'acqua in modo che l'assorbimento sia continuo. Allo stesso modo è importante aumentare la cadenza delle fertilizzazioni, che mentre durante l'inverno erano poco o per nulla necessarie, durante la primavera è opportuno siano effettuate almeno una volta al mese o anche più spes­so secondo le specifiche occorrenze della pianta. State però attenti a non eccedere nelle dosi per non bruciare le radici o le fo­glie; se questo caso purtroppo si verificasse, fate un'abbondante innaffiatura per diluire il fertilizzante.



Un caso particolare è costituito dalle piante grasse: esse si ridestano da un periodo di completa inattività, quindi la ripresa delle innaffiature e delle fertilizzazioni deve esse­re graduale e le quantità sempre limitate; si inizierà inumidendo leggermente il terreno per stimolare il risveglio delle radici e si au­menterà poi progressivamente la dose.



Dovete inoltre effettuare una pulizia della pianta rimuovendo le foglie cadute e quelle parzialmente inaridite: non abbiate timo­re, le ferite si cicatrizzeranno in fretta. Ac­corciate i rami delle rampicanti, soprattutto se sono malati o secchi, e ricorrete pure alla cimatura affinché si moltiplichino i ramoscelli sottostanti per aumentare la fittezza e la rigogliosità della pianta stessa. Sostituite, se necessario, il tutore delle piante e applicate­ne a quelle che ne avessero bisogno; ne esi­stono in commercio in bambù o plastica di tutte le lunghezze e forme e ve ne sono anche tipi specifici per le rampicanti circondati di uno strato di materiali vari (muschio, paglia, ecc.). Dovrete interrare bene il tutore e le­garvi stabilmente la pianta utilizzando ma­teriale non troppo visibile.



La polvere che si deposita sulle foglie può ostruirne i pori, impedendo così la respira­zione: pulite le foglie con un batuffolo di cotone imbevuto d'acqua o con i prodotti ap­positamente esistenti e ripetete questa ope­razione costantemente. Alcune specie, come la Vriesia, emettono nuovi germogli collegati alla pianta madre tramite le radici: tali indi­vidui possono essere separati e piantati in altri vasi in cui cresceranno autonomamen­te. Al fine di mantenere la massima quantità di terra possibile attorno alle radici è meglio estrarre i nuovi individui dopo aver tirato fuori la pianta madre dal vaso e ripiantare in se­guito quest'ultima e i nuovi getti secondo la tecnica classica.



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Emanuela Caposecco

Emydea - fiori, piante, composizioni floreali


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In tutta Italia, da Aosta a Lampedusa, si alza un solo grido: basta rumore.

Difatti, l’inquinamento acustico è un problema che affligge la vita moderna. Cantieri, aeroporti, locali notturni, industria pesante, traffico mettono a dura prova nervi e timpani di oltre 40 milioni di italiani ogni giorno (secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità).

Ma cosa fanno gli italiani per difendersi da questo nemico? Solitamente e sempre più spesso si riuniscono in comitati in quanto le normative in questo campo sono ancora molto labili e soggette a differenti interpretazioni a seconda delle differenti correnti di pensiero.

Vediamo ora di capire cos’è l’inquinamento acustico ed i suoi danni fisici e psichici all’organismo umano.

In effetti, un inquinamento di questo genere può essere semplicemente paragonato ad un danneggiamento dell’ambiente naturale ed urbano da parte dell’uomo e delle azioni che esso compie nel suo habitat. La soglia di inquinamento viene superata quando il danneggiamento è dovuto ad un’eccessiva e prolungata esposizione di rumori di elevata intensità.

A tal proposito, l’inquinamento acustico può provocare nel tempo, oltre ai classici problemi fisici (sordità, problemi e malattie all’apparato uditivo), anche difficoltà a livello psicologico che si manifesta con sintomi di stress e pressione sulle persone che sono continuamente esposte al rumore.

Le principali cause di inquinamento acustico in Italia sono cantieri, aeroporti, traffico stradale e fabbriche. Appunto per questi motivi, sin dall’antichità queste attività rumorose venivano posizionate ai margini delle città. Ma in un mondo in continua espansione ed in perenne bisogno di spazio, questo ormai non è più quasi possibile da applicare alla civiltà economica moderna.

Partendo da questo concetto bisogna quindi rivedere e limitare le fonti di rumore ad elevata densità ed in particolar modo la guerra contro il rumore proveniente dalle industrie si combatte tranquillamente via web, grazie ad innovative aziende che investono continuamente nelle tecnologie di insonorizzazione acustica ed in prodotti in grado di isolare acusticamente qualsiasi stanza e/o lavorazione di tipo industriale.

In questi termini, sempre più aziende del settore si affacciano al mondo internet per proporre le proprie cabine insonorizzate ideali per la filtrazione industriale a clienti potenziali che ricercano per l’appunto di ridurre al massimo le proprie emissioni acustiche, al fine di migliorare la qualità dei propri dipendenti e dei propri “vicini di fabbrica”.

L’ideale quindi è anticipare i tempi, affidandosi a società specializzate nella insonorizzazione industriale che permetta di ridurre al minimo ogni emissione di rumore e ad ogni modo ridurre i decibel (unità di misura del suono, sigla dB).

Investimenti di questo tipo permettono enormi vantaggi, sia ai fini legali sia ai fini della produttività in termini di miglioramento delle condizioni lavorative delle risorse umane. Allora non resta che informarsi ed installare subito queste tipologie d’impianti d’insonorizzazione acustica ed ambientale.

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A cura di Michele De Capitani

Prima Posizione Srl – Comunicazione Marketing


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Con l’introduzione della raccolta differenziata, il problema della pulizia della città si è parecchio complicato rispetto a prima. Se tenere pulita la città a parole è un valore che tutti condividiamo, i mezzi per farlo sono diversi e non sempre di facile applicazione. Molte città si sono dovute adeguare a questo sistema, e soprattutto i cittadini hanno dovuto imparare a differenziare e a separare i vari materiali.
Già di per sé un primo passo non immediato per molte persone. Entro il 2006 era obbligo di tutti i Comuni raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003); la nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro il 2012. I comuni che non rispettano tali limiti incorrono in multe salate. Mentre più un comune ricicla e meno paga. Negli ultimi anni, soprattutto grazie a questo sistema, si sono registrati risultati molto buoni, con in testa Torino che è attorno al 50% come percentuale di riciclaggio e a seguire Verona con il 36%. Addirittura alcuni comuni raggiungono risultati oltre l’80% del materiale differenziato.

Un secondo problema si affronta nell’organizzazione della raccolta dei rifiuti. Alcuni comuni hanno adottato la raccolta dei rifiuti porta a porta, con giorni stabiliti per ogni tipo di rifiuto. Alcuni hanno sistemato ad ogni angolo le famose campane per i rifiuti, ognuna per una diversa tipologia di materiale. I materiali riciclabili sono i rifiuti organici, la carta, l’alluminio, la plastica e il vetro. Con questi nuovi servizi servono anche nuovi bisogni, come nuovi metodi di raccolta dei rifiuti o l’utilizzo di nuove spazzatrici stradali.

La pulizia della propria città è un tema caro a molti cittadini. Questo non si riflette solo sul ritiro dei rifiuti, che sia fatto porta a porta o tramite le campane. Un momento molto delicato è proprio la pulizia vera e propria delle strade. Le città sono sempre più caotiche, più trafficate, più abitate e di conseguenza anche più sporche. Ogni città adotta i propri metodi e soprattutto ogni area richiede metodi e strumenti diversi, dalle spazzatrici manuali alle pulizie meccanizzate. Le attività di asporto dei rifiuti e pulizia stradale sono spesso svolte dalla medesima azienda, all’interno di un comune. Aziende che hanno dovuto rinnovarsi e strutturarsi in modo diverso per poter fronteggiare tutte le rinnovate esigenze.

Molte aziende si avvalgono inoltre di servizi di noleggio di macchine per la pulizia, per contenere i costi del rinnovo delle attrezzature. In questo campo infatti sono nate ultimamente anche delle innovazioni che potrebbero cambiare la vita di molti cittadini. Per esempio a quante persone è capitato di trovarsi una salatissima multa per aver lasciato l’auto posteggiata in strada mentre era in corso la pulizia della strada? Per ovviare a questo problema ora stanno nascendo macchine per la pulizia della strada anche con le auto parcheggiate. Queste macchine utilizzano una tecnologia che consiste in un braccio (snodabile nelle macchine grandi, fisse in quelle piccole) con cui l’operatore a terra rimuove con un getto di aria e acqua compressa lo sporco sui marciapiedi e
sotto le auto portandolo a centro strada da dove viene aspirato dalla macchina.

Amare la nostra città vuol dire anche aiutare a mantenerla pulita, il riciclaggio dei rifiuti è un momento fondamentale, ma non solo questo. Occorre soprattutto sensibilizzare e coinvolgere tutta la cittadinanza nel migliorare il decoro e l'igiene del territorio, attraverso abitudini ecologicamente virtuose.

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A cura di Martina Meneghetti

Prima Posizione Srl – Redazione piano marketing


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Come organizzare un giardino fiorito

Il giardinaggio può essere un hobby molto piacevole e rilassante. Si tratta di un'attività creativa, che può aggiungere colore ed una gradevole vista di casa vostra. Il giardinaggio è molto di più che ridursi a piazzare alcune piante nel terreno, quindi per goderselo al meglio e per avere un gradevole impatto visivo c’è bisogno di pianificare alcune cose e prendere alcune decisioni preventive su come vorreste realizzare il vostro giardino.

Probabilmente la considerazione iniziale più importante è quella di valutare che tipo di giardino vogliamo. Un giardino a prato verde oppure un orto? Un giardino soltanto di fiori? Un giardino con dei fiori che sbocciano solo in primavera, o di una varietà di fiori che possono fiorire dalla primavera all'autunno? Se proprio lo si vuole veramente e si ha abbastanza spazio, perché non avere diversi giardini nello stesso tempo? Ad esempio un piccolo spazio vicino casa per la coltivazione di erbe e poi magari alcuni fiori in un angolo per aggiungere solo un tocco di colore.


Solo dopo aver deciso il tipo di giardino desiderato possiamo andare a scegliere le varie collocazioni; se si vogliono coltivare delle erbe o ortaggi il miglior posto per loro è vicino casa e meglio ancora dalla parte della cucina, in modo da potervi accedere facilmente mentre si sta preparando da mangiare. Se si desiderano invece fiori, piante o arbusti, allora questi possono essere collocati in qualsiasi posto dello spazio a disposizione.

Una cosa però è da tenere in considerazione per quanto riguarda la posizione ed è la quantità di sole che ogni determinata zona riceve durante il giorno. Prendete un foglio di carta e disegnate una mappa approssimativa del giardino, distinguendola in varie sezioni. Poi, iniziando dal mattino, controllate il giardino ogni ora e annotate se le varie sezioni sono colpite dal sole o no. Se una sezione riceve 6 o più ore di luce solare diretta, si tratta di una zona di sole pieno. Dalle 3 alle 6 ore è una zona di sole/ombra e meno di 3 ore è di piena ombra. Una volta distinte le varie sezioni del vostro giardino, relativamente alle zone di sole-ombra, allora potete scegliere la piante adeguate.


A questo punto bisogna decidere anche la disposizione per le vostre piante/fiori e cosa vogliamo piantare. A seconda dei vostri gusti, potete definire la loro collocazione in precise forme geometriche, oppure in formazioni libere, come ad esempio una sorta di “ameba”, che ovviamente vi consente una maggiore libertà di realizzazione. Inoltre bisogna decidere come piantare le aiuole; potete ad esempio creare delle file strette formate da un unico tipo di fiori, oppure avere diversi gruppi composti da diversi tipi di fiori/piante. Se si pensa di piantare una composizione mista, bisogna assicurarsi che le varietà siano compatibili tra di loro. Quindi si sceglieranno piante che hanno esigenze simili per quanto riguarda il tipo di terreno, l’acqua e luce solare.


Mentre si pianta bisogna sempre raffigurarsi un gradevole accostamento tra i diversi colori e forme; assicuratevi quindi che i colori e le forme non siano in contrasto. Potete creare una dimensione verticale per un’aiuola, con piante più alte poste in mezzo o posteriormente, riducendo gradualmente l’altezza mano a mano che si va verso il bordo dell’aiuola.


Uno dei modi generalmente usato per donare una vista naturale alle composizioni, è quello di posizionare le piante in gruppi dispari di tre, cinque o sette piante in ogni gruppo.


Nel programmare il vostro giardino, potreste anche voler decidere di mettere in risalto alcuni fiori o piante che vi piacciono di più. Se avete delle piante ad alto fusto, potreste piazzare tra di loro ad esempio degli elementi decorativi, come paletti, lampioncini, statue, ecc., oppure delle sfere ornamentali per aggiungere un gradevole tocco visivo.


Un giardino progettato senza certe accortezze può solo sembrare un banale miscuglio di piante messe lì a caso, mentre uno ben pianificato avrà una look sicuramente migliore.


Il consiglio quindi è soprattutto quello di riservare un po’ del vostro tempo alla pianificazione degli spazi verdi, anche perché potete sempre cambiare idea mentre state ideando il vostro giardino.



Usate la vostra immaginazione e renderete il vostro giardino unico.


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Emanuela Caposecco

Emydea - fiori, piante, composizioni floreali


Fonte: Article-Marketing.it




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